Quale nuova legge elettorale tra Superporcellum Referendario e taglio dei parlamentari?
Osvaldo Roman · 2019
Descrizione
PER ANDARE SPEDITAMENTE AD UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E’ NECESSARIO PARTIRE DALLE ANOMALIE DEL QUESITO REFERENDARIO NELLA PARTE RIGUARDANTE LA LEGGE DELEGA PER I COLLEGI UNINOMINALI
Il Quesito referendario presentato dalla Lega prevede l’approvazione di una legge totalmente maggioritaria con l’abolizione della parte proporzionale e con la conseguente eliminazione dei collegi plurinominali.
La nuova legge elettorale si dovrebbe ottenere cancellando tutti i riferimenti ai collegi plurinominali presenti nei due testi unici: DPR n.361/57 e 3 DL. N.535/93.
Per realizzare tale risultato ci si propone innanzitutto di produrre una legge delega per la definizione dei nuovi collegi uninominali.
A tale scopo il Quesito interviene in due direzioni: sull’articolo 3 della legge n.165/2017 e sull’articolo 3 della legge n.51/2019
Nel primo caso si modifica l’articolo 3 cancellando tutti i riferimenti ai collegi plurinominali dalle formulazioni riguardanti i criteri direttivi della legge delega.
Nel secondo caso prevedendo l’eliminazione, nell’articolo 3 del seguente periodo:
“1. Qualora, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sia promulgata una legge costituzionale che modifica il numero dei componenti delle Camere di cui agli articoli 56, secondo comma, e 57, secondo comma, della Costituzione,” lasciando in vigore la seguente disposizione:
“il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale di cui al medesimo comma 1, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi.”
È del tutto evidente che in tal modo il Quesito referendario impedisce l’attuazione di una disposizione di carattere costituzionale circostanza che rientra tra i casi in cui la Corte Costituzionale non può ammetterne il richiesto Referendum.
Sempre nel tentativo di costruire una legge delega idonea all’obiettivo perseguito si provocano altri problemi di legittimità e di costituzionalità che sicuramente susciteranno l’attenzione del Governo e della Corte Costituzionale.
Il Quesito referendario presentato dalla Lega prevede l’approvazione di una legge totalmente maggioritaria con l’abolizione della parte proporzionale e con la conseguente eliminazione dei collegi plurinominali.
La nuova legge elettorale si dovrebbe ottenere cancellando tutti i riferimenti ai collegi plurinominali presenti nei due testi unici: DPR n.361/57 e 3 DL. N.535/93.
Per realizzare tale risultato ci si propone innanzitutto di produrre una legge delega per la definizione dei nuovi collegi uninominali.
A tale scopo il Quesito interviene in due direzioni: sull’articolo 3 della legge n.165/2017 e sull’articolo 3 della legge n.51/2019
Nel primo caso si modifica l’articolo 3 cancellando tutti i riferimenti ai collegi plurinominali dalle formulazioni riguardanti i criteri direttivi della legge delega.
Nel secondo caso prevedendo l’eliminazione, nell’articolo 3 del seguente periodo:
“1. Qualora, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sia promulgata una legge costituzionale che modifica il numero dei componenti delle Camere di cui agli articoli 56, secondo comma, e 57, secondo comma, della Costituzione,” lasciando in vigore la seguente disposizione:
“il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale di cui al medesimo comma 1, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi.”
È del tutto evidente che in tal modo il Quesito referendario impedisce l’attuazione di una disposizione di carattere costituzionale circostanza che rientra tra i casi in cui la Corte Costituzionale non può ammetterne il richiesto Referendum.
Sempre nel tentativo di costruire una legge delega idonea all’obiettivo perseguito si provocano altri problemi di legittimità e di costituzionalità che sicuramente susciteranno l’attenzione del Governo e della Corte Costituzionale.
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