Sfiducia e sragione
La scuola di Pitagora · 2019
Descrizione
Nel suo nuovo libro Antonio Carulli sembra voler portare il suo contributo a quel particolare genere di letteratura filosofica che - da Fichte a Jaspers - è andato definendosi sotto titoli come Tratti fondamentali dell’epoca presente e La situazione spirituale del tempo. Ma forse, ancor di più, si avvicina a quegli Sguardi sul mondo attuale, dedicati “alle persone che non hanno sistemi e sono fuori dai partiti”, che accompagnarono Paul Valéry per tutta la vita. Se non fosse che, qui, tutto è avvolto dall’atmosfera cinerea dell’interminabile declino dell’Occidente che, più che alla classica “morfologia della decadenza”, fa pensare a una versione en philosophie della palude definitiva attraversata dal “corrusco teologo” dell’ultimo Manganelli. Sotto il titolo che, con spregiudicatezza luciferina, capovolge quello della famosa Enciclica che fu, si dipana, come recita il sottotitolo “spinoziano”, un Trattato teologico-politico negativo, in cui si parla di tutto, di cristianesimo e religione, di democrazia e migranti, di islamismo e terrorismo, per finire con un abbozzo di filosofia della storia e una scheggia di ontologia sulla eterna quaestio de nihilo, nello scenario di un fosco dramma cosmoteandrico.
Al centro, indubbiamente, la questione del cristianesimo e della nostra “abitudine” alla sua comodità, che l’Autore svolge in una serie ipnotica di variazioni, vestendo quasi i panni di un Croce
(Perché non possiamo non dirci cristiani) risvegliato d’un colpo dal sonno storicistico dallo scetticismo di Hume e del suo principio fondamentale: the Custom or the Habit. Anche se, in queste pagine,
per rispondere alla domanda che si pose una volta Cioran, lo scettico rivela senz’altro i tratti del demonio. Per concludere con un ultimo rovesciamento: proprio nell’astenia delle sue masse di assuefatti la Cristianità o Europa nasconde forse l’arma segreta che la salverà dall’attacco degli invasati che la minacciano da altri, più arrembanti mondi. Anche costoro, infine, stregati dalla nostra accidia, si abitueranno.
Piercarlo Necchi
Al centro, indubbiamente, la questione del cristianesimo e della nostra “abitudine” alla sua comodità, che l’Autore svolge in una serie ipnotica di variazioni, vestendo quasi i panni di un Croce
(Perché non possiamo non dirci cristiani) risvegliato d’un colpo dal sonno storicistico dallo scetticismo di Hume e del suo principio fondamentale: the Custom or the Habit. Anche se, in queste pagine,
per rispondere alla domanda che si pose una volta Cioran, lo scettico rivela senz’altro i tratti del demonio. Per concludere con un ultimo rovesciamento: proprio nell’astenia delle sue masse di assuefatti la Cristianità o Europa nasconde forse l’arma segreta che la salverà dall’attacco degli invasati che la minacciano da altri, più arrembanti mondi. Anche costoro, infine, stregati dalla nostra accidia, si abitueranno.
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