Spartaco

di Raffaello Giovagnoli

Bruno Osimo · 2025

Descrizione

Il gladiatore che ha fatto tremare Roma... e conquistato la Russia.
Sapevi che il romanzo storico italiano più venduto in Russia ha venduto oltre 35 milioni di copie? Che la famosa squadra di calcio di Mosca si chiama Spartak in onore di quest'eroe? E che in Italia, questo capolavoro è stato quasi dimenticato?
Spartaco di Raffaello Giovagnoli è una delle più grandi epopee mai scritte. Pubblicato nel 1874, tradotto in russo già nel 1880, questo romanzo ha appassionato generazioni di lettori in tutto il mondo—ma in Italia è rimasto per decenni un tesoro nascosto.
Ora, per la prima volta dopo anni, torna a disposizione del pubblico italiano in questa edizione curata da Bruno Osimo.
La storia che ha fatto sognare milioni di lettori.
Nell'anno 675 dalla fondazione di Roma, un gladiatore trace di nome Spartaco viene condannato a combattere nell'arena del Circo Massimo. Schiavo, disertore, eroe—Spartaco è un uomo che ha visto la sua patria, la Tracia, essere conquistata dai Romani. Ha combattuto contro di loro, è stato fatto prigioniero, ed è stato venduto come gladiatore.
Ma quella che doveva essere la sua fine diventa il suo inizio.
Grazie al suo coraggio sovrumano e alla sua forza straordinaria, Spartaco si guadagna la libertà. E da quel momento, la sua vita si trasforma in una missione: liberare tutti gli schiavi e i gladiatori dall'oppressione di Roma.
Guidato da un amore impossibile per Valeria Messala, la bellissima vedova del dittatore Silla, e da un'amicizia indissolubile con i suoi compagni di sventura—Crisso, Ocnomao e Artorige—Spartaco si trova a capo di un esercito che cresce ogni giorno, pronto a sfidare la potenza più temibile del mondo.
Un romanzo epico, storico, passionale.
Con una scrittura vibrante e appassionata, Giovagnoli intreccia realtà storica e finzione narrativa in un affresco indimenticabile dell'antica Roma. Segui Spartaco dalla sua umiliazione nell'arena fino alla sua ascesa a comandante di settantamila uomini, attraverso battaglie sanguinose, tradimenti, amori proibiti e un'ossessione per la libertà che trascende ogni cosa.
Basato su fonti storiche e scritto con un'accuratezza che affascina gli appassionati di storia antica, Spartaco è molto più di un romanzo: è un inno alla dignità umana, alla ribellione contro l'ingiustizia, e al potere dell'amore.
Perché leggere questa edizione?
  • Un classico ritrovato: L'edizione italiana più completa, basata sul testo originale del 1874.
  • Prefazione di Bruno Osimo: Scopri la straordinaria storia di come questo romanzo abbia conquistato la Russia e ispirato una delle squadre di calcio più famose del mondo.
  • Fedeltà storica: Approfondisci le vicende della terza guerra servile (73–71 a.C.) attraverso la lente di un capolavoro della letteratura italiana dell'Ottocento.
  • Lingua d'epoca: Un italiano autentico, ricco e affascinante, che restituisce tutto il sapore del romanzo storico classico.

Chi dovrebbe leggere questo libro?
  • Amanti del romanzo storico: Se ami la Roma antica, i gladiatori e le grandi epopee, questo è il libro che ti mancava.
  • Appassionati di storia: Un racconto avvincente che mescola personaggi storici reali (Silla, Pompeo, Crasso, Cesare) con una trama rocambolesca.
  • Curiosi di cultura: Scopri perché questo romanzo è diventato un fenomeno culturale in Russia e in tutto l'ex blocco sovietico.
  • Lettori di avventura: Battaglie, amori, tradimenti e un eroe che non si arrende mai—Spartaco ha tutto ciò che cerchi.

Cosa dice la critica?
"Spartaco si rivela uno dei più valenti e gloriosi condottieri di eserciti del mondo."
— Plutarco (storico antico)
"Il romanzo italiano più famoso in Russia... un fenomeno unico nella storia dell'editoria."
— Bruno Osimo (curatore di questa edizione)
Scopri l'epopea del gladiatore che ha conquistato il mondo.
Spartaco non è solo un romanzo. È la storia di un uomo che si è rifiutato di piegarsi, di un amore che ha sfidato ogni convenzione, e di un'idea—la libertà—che non può essere uccisa.
Prendi la tua copia oggi e lasciati travolgere da uno dei più grandi romanzi storici mai scritti. Un classico che ha venduto 35 milioni di copie in Russia, e che ora torna a casa—in Italia.
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Raffaello Giovagnoli, un perfetto sconosciuto in Italia, è uno scrittore romano notissimo in Russia e in tutti i paesi dell’ex blocco sovietico. Questo romanzo del 1874, tradotto in russo quasi subito, nel 1880, ha venduto molte più copie in russo che in italiano. Chissà come farebbe piacere a Raffaello, morto nel 1915, sapere che il suo personaggio ha dato vita a così tante iniziative culturali all’estero.
Calcolando che tuttora ne esce almeno un’edizione all’anno, e che la tiratura media di queste edizioni è di circa 250.000 copie, approssimativamente si può calcolare che in russo le copie totali stampate finora siano 35 milioni!!!
Lo Spartak di Mosca, la squadra di calcio, prende le mosse da Spartaco, certo, che però sarebbe sconosciuto alla maggior parte dei russi se non fosse per questo romanzo di Giovagnoli. E decine di altre squadre russe di vari sport portano lo stesso nome. Si chiamano Spartak navi, giornali sportivi, balletti, film, associazioni.
Una delle prime domande che un russo fa a un italiano è su Giovagnoli, che tra l’altro è parola difficilissima da pronunciare per loro, che non hanno il suono della nostra g dolce, per cui dicono qualcosa tipo Džovan’oli. La prima volta che me l’hanno chiesto pensavo di avere capito male: d’accordo, non sono specialista di letteratura italiana, ma l’autore italiano più noto ai russi dovevo per forza conoscerlo. E invece no. Ho scoperto questo autore e questo romanzo grazie ai russi.
Si può dunque affermare che questa edizione è una “traduzione” italiana. Non perché lo sia dal punto di vista linguistico, dato che Giovagnoli l’ha scritto in italiano, ma come traduzione culturale: la cultura russa fa pressione su di noi perché ci “mettiamo in pari” con loro su questo romanzo storico romano. Dopo l’edizione del 1878 in Italia ne sono state pubblicate poche nei decenni successivi, poi nulla fino al 1955, e poi il vuoto.
Rendendomi conto di questo gap culturale mi sono preso la briga di cercare il testo e di metterlo a disposizione del pubblico italiano contemporaneo. L’italiano è un po’ datato, ma comprensibile, e la patina di antico che costituisce per noi la nostra lingua di un secolo e mezzo fa si addice bene alle gesta narrate. Sapere che Giovagnoli si basa su fonti storiche e che quindi il romanzo ha solidi fondamenti nella realtà non fa che aggiungere fascino alle vicende narrate. 
Vale la pena di dire due cose sul testo. Il lettore italiano di oggi troverà strano che il plurale di «freccia» sia FRECCIE, che si usino tanti apostrofi ormai in disuso come in «V’ANDASSE», che ci siano tante forme tronche dei verbi come «AVEVAN» e anche forme più antiquate come «AVEAN». Si tenga conto che parole come «DUCE» non hanno nulla del sapore odierno per noi, perché pronunciate quando ancora il fascismo in Italia non era stato concepito nemmeno lontanamente. Qui vale la sua origine latina da dux, condottiero, in modo molto simile, tra l’altro, a come è sempre stato apostrofato Stalin, vožd’, dal verbo vodit’, guidare, condurre.
Le numerose note e le precisazioni tra parentesi in latino sono tutte dell’autore.

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