Pacì Paciana
di Marina Assanti, Stefano Cattaneo
Marna · 2021
Descrizione
Tutto quanto avviene nella casa del narratore è romanzo. Le vicende della vita di Vincenzo Pacchiana e gli avvenimenti storici che le accompagnarono, sono racchiuse nei racconti di Sisto Careta ai suoi nipoti.
Riguardo a queste vicende, ci siamo basati sui documenti storici che ci hanno permesso di ricostruire la cronologia di avvenimenti accaduti nell’arco di 11 anni, fra il 1795, quando Vincenzo, per sottrarsi a una ingiusta condanna carceraria, inizia un primo periodo di latitanza, fino all’epilogo nel 1806, dopo undici anni contrassegnati da una breve detenzione, tre effimeri periodi di tranquillità e una condanna a morte che accompagnò otto anni della sua esistenza.
Ma ci siamo anche basati, anzi soprattutto, sui racconti popolari, quelli che certi storici definiscono dispregiativamente “leggenda”.
Non erano certo rari i briganti in quelle valli e in quei tempi, centinaia ce n’erano stati prima e ce ne furono dopo, però uno solo è stato chiamato “Re della Valle Brembana”, di uno solo i contemporanei dicevano: “Ci vorrebbe un Pacì Paciana in ogni paese”, di uno solo il popolo ha conservato il ricordo.
E una sola fu la pecca di Vincenzo Pacchiana: essere nato in un’epoca in cui a tramandare gli scritti erano solo i ricchi, e in cui i ribelli venivano denominati “briganti”.
Se fosse nato in epoca più recente, verrebbe ricordato come eroico rivoluzionario, e avrebbe monumenti e vie a lui dedicate.
Riguardo a queste vicende, ci siamo basati sui documenti storici che ci hanno permesso di ricostruire la cronologia di avvenimenti accaduti nell’arco di 11 anni, fra il 1795, quando Vincenzo, per sottrarsi a una ingiusta condanna carceraria, inizia un primo periodo di latitanza, fino all’epilogo nel 1806, dopo undici anni contrassegnati da una breve detenzione, tre effimeri periodi di tranquillità e una condanna a morte che accompagnò otto anni della sua esistenza.
Ma ci siamo anche basati, anzi soprattutto, sui racconti popolari, quelli che certi storici definiscono dispregiativamente “leggenda”.
Non erano certo rari i briganti in quelle valli e in quei tempi, centinaia ce n’erano stati prima e ce ne furono dopo, però uno solo è stato chiamato “Re della Valle Brembana”, di uno solo i contemporanei dicevano: “Ci vorrebbe un Pacì Paciana in ogni paese”, di uno solo il popolo ha conservato il ricordo.
E una sola fu la pecca di Vincenzo Pacchiana: essere nato in un’epoca in cui a tramandare gli scritti erano solo i ricchi, e in cui i ribelli venivano denominati “briganti”.
Se fosse nato in epoca più recente, verrebbe ricordato come eroico rivoluzionario, e avrebbe monumenti e vie a lui dedicate.
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