I solisti del coro
Pacini Editore · 2025
Descrizione
«I personaggi arrivano sulla pagina mostrando un’urticante spavalderia, uno sguardo ruvido che vorrebbe occultare la sotterranea tenerezza: e subito ti appartengono.
La scrittura di Angelo Migliarini, ironica e divertita, spesso corteggia e duetta con il sarcasmo e allora si profila un’ombra drammatica che aggiunge spessore cambiando l’ottica dello sguardo.
Figure, voci, volti, tessere indelebili di una memoria personale o, forse, anche abitanti stralunati di mitologie provinciali, poco importa, in ogni caso tutte restituite attraverso una narrazione capace di intrigare e sedurre il lettore.
Nel lungo racconto “portante” dal titolo “C’è un morto” Migliarini esperimenta e dilata la scrittura stratificandola con un’alternanza di piani temporali spesso spiazzanti e spericolati.
L’insolita impaginazione narrativa, appresa la combinazione d’accesso, contribuisce al grande piacere della lettura.»
Ugo Chiti
La scrittura di Angelo Migliarini, ironica e divertita, spesso corteggia e duetta con il sarcasmo e allora si profila un’ombra drammatica che aggiunge spessore cambiando l’ottica dello sguardo.
Figure, voci, volti, tessere indelebili di una memoria personale o, forse, anche abitanti stralunati di mitologie provinciali, poco importa, in ogni caso tutte restituite attraverso una narrazione capace di intrigare e sedurre il lettore.
Nel lungo racconto “portante” dal titolo “C’è un morto” Migliarini esperimenta e dilata la scrittura stratificandola con un’alternanza di piani temporali spesso spiazzanti e spericolati.
L’insolita impaginazione narrativa, appresa la combinazione d’accesso, contribuisce al grande piacere della lettura.»
Ugo Chiti
Informazioni editoriali
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