Esercizi di stile traduttivo

di Bruno Osimo

Bruno Osimo · 2026

Descrizione

Un racconto di Čechov tradotto 40 volte in altrettanti stili: un gioco linguistico e una riflessione sulla soggettività della traduzione.
Cosa succede quando un traduttore prende un racconto di Anton Čechov e lo traduce non una volta, ma quaranta, ogni volta con un filtro stilistico diverso?
Nasce Esercizi di stile traduttivo, un omaggio giocoso e insieme serissimo a Raymond Queneau, un esperimento che svela il lato nascosto della traduzione: la sua inevitabile soggettività.
Il gioco
Il punto di partenza è uno dei racconti più brevi di Čechov, «Una visita malriuscita»: un tipo elegante va a fare visita a una famiglia sconosciuta, scambia la figlia per una cameriera, ci prova con lei, e poi scopre la verità.
Una storia semplice, quasi banale. Ma nella mente del traduttore diventa un laboratorio infinito.
Bruno Osimo traduce il racconto una prima volta in una versione «neutra»—poi lo ritraduce 39 volte, ogni volta imponendosi una distorsione diversa. Il risultato è un caleidoscopio di stili che va dall'Anglicismi al Burocratico, dal Femminista al Playboy, dal Marxista allo Stream of consciousness, passando per CarducciJane AustenLolitaPrévertPsicoanalisiScientifico, e molti altri.
Tradurre è (anche) tradire
Ogni traduzione è una scelta. E ogni scelta tradisce qualcosa dell'originale per rivelare qualcos'altro. Questo libro trasforma il «tradimento» del traduttore in un gioco consapevole, mostrando come ogni versione sia fedele a qualcosa—ma a cosa?
  • Alla lettera?
  • Allo spirito?
  • Al contesto?
  • Alla cultura di arrivo?
  • Al proprio gusto personale?
Le 40 versioni di Osimo non sono «sbagliate». Sono semmai volutamente distorte. E in questa distorsione—giocosa, ironica, talvolta provocatoria—si rivela la verità profonda della traduzione: è sempre un atto creativo, sempre un atto di interpretazione, sempre un atto personale.
Un libro per chi?
  • Per traduttori e aspiranti traduttori: un manuale di stile che mostra, con esempi concreti e divertenti, quanto la traduzione sia un'arte soggettiva.
  • Per studenti di traduzione e lingue: un modo nuovo e stimolante di riflettere sul processo traduttivo.
  • Per amanti di Čechov: un modo inaspettato di rileggere un suo racconto—attraverso 40 specchi deformanti.
  • Per appassionati di giochi linguistici: se ti è piaciuto Queneau, questo libro ti farà sorridere e riflettere.
  • Per chiunque sia curioso di capire come funziona davvero la mente di un traduttore.

L'idea di fondo
Ogni traduttore ha dei bias—delle distorsioni cognitive che influenzano le sue scelte. A volte sono consapevoli, a volte no. Osimo le esagera volutamente per mostrarle al lettore, trasformando il limite in risorsa, l'inconscio in gioco.
Il risultato è un libro che si legge con il sorriso, ma che lascia il segno. Una volta chiuso, non si potrà più guardare a una traduzione nello stesso modo.
Le 40 versioni
Alcune delle distorsioni proposte:
  • Anglicismi — l'inglese che si insinua ovunque
  • Burocratico — la lingua della Pubblica Amministrazione
  • Femminista — lettura politica del racconto
  • Fiaba — c'era una volta un tipo elegante...
  • Giornalistico — cronaca nera in presa diretta
  • Lolita — lo stile di Nabokov applicato a Čechov
  • Marxista — lotta di classe in anticamera
  • Parolacce — volgarità sistematica
  • Playboy — doppio senso e volgarità elegante
  • Prévert — poesia surreale
  • Psicoanalisi — pulsioni e rimozioni
  • Stream of consciousness — flusso di pensiero senza freni
E molte altre: Anna KaréninaBrassensBuñuelCarducciErosJane AustenMrs. RobinsonMùsorgskijScientificoSemplificato, e via dicendo.
L'autore
Bruno Osimo è traduttore, autore e editore. Ha tradotto integralmente le poesie di Anna Achmàtova e numerose opere di Čechov, Tolstoj, Dostoevskij e altri autori russi. È fondatore del gruppo di ricerca Valutrad e autore di numerosi saggi sulla traduzione.
Esercizi di stile traduttivo nasce dalla sua esperienza decennale di traduttore e dalla sua passione per i giochi linguistici.
Un esperimento, un gioco, una lezione
Esercizi di stile traduttivo è tutto questo insieme. Un omaggio a Queneau, una lezione sulla traduzione, un gioco per lettori curiosi, e una dichiarazione d'amore per la lingua russa, per Čechov, e per l'arte del tradurre.
Scopri le 40 facce della traduzione. Scopri i bias del traduttore.
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Gli Esercizi di stile di Queneau e l'entusiasmo e la fantasia con cui Umberto Eco li ha tradotti in italiano mi hanno sempre fatto venire voglia di tentare un esperimento analogo con la traduzione. Per questo, dopo vent'anni di tentennamenti, ho scelto uno dei più brevi racconti di Čehov e – dopo averne dato una versione di base più possibile neutra – l'ho ritradotto una cinquantina di volte imponendomi ogni volta un diverso bias. 
La distorsione cognitiva, o bias, non è una malattia. È il normalissimo filtro che tutti noi usiamo – consapevoli o, più spesso, no – quando percepiamo ed elaboriamo la realtà. Anche il traduttore è umano e di conseguenza applica i propri bias, oltre che nella sua vita privata, anche al prodotto della sua interpretazione e ricreazione. 
La cosa, in genere, passa abbastanza sotto silenzio, sia perché siamo uno dei popoli più impermeabili alle radicali differenze esistenti tra mediare e comunicare – e spesso pensiamo che i traduttori siano matti sul modello di De André/Masters che hanno imparato il Treccani a memoria – sia perché forse si teme che se i lettori venissero a sapere che la traduzione che stanno leggendo è DIVERSA dall'originale, e che se fosse stata fatta da un'altra persone sarebbe DIVERSA in modo DIVERSO, lo shock sarebbe troppo forte per il loro debole cuore.
Del resto, per lo stesso motivo dobbiamo ancora sorbirci al cinema i film doppiati, arte nella quale noi italiani eccelliamo. Il fatto che vi eccelliamo non penso però sia una ragione sufficiente per continuare a praticarla, e si potrebbero fare svariati esempi analoghi per convincersene.
I cinquanta bias artificiali proposti qui non coincidono, verosimilmente, con nessuno degli autentici bias naturali davvero messi in atto da noi traduttori. Sono probabilmente delle esagerazioni – e c'è da augurarselo. Ma in ognuno c'è un pizzico di plausibilità riguardo a come le cose vanno veramente nella nostra testa mentre lavoriamo.
Quando ho proposto all'amico Federico Bario una collaborazione per accompagnare ognuna delle versioni con immagini artistiche liberamente ispirate al testo, Federico ha accettato con entusiasmo. I suoi prodotti che come vedrete intercalano le mie versioni sono realizzati con tecniche miste, dalla fotografia alla pittura, dall'acquerello all'uso di materiali di cancelleria, dai sassi ai fiori ai frutti. Anche nella serie delle immagini di Federico ci sono temi e motivi ricorrenti. Il pentagramma, per dirne uno, il frutto della passiflora caerulea, i sassi e il greto del lago di Lecco. Tutte le foto sono di Federico. Che a volte ha scritto sui sassi prima di fotografarli. Ci sono anche impietose riproduzioni tridimensionali degli autori.
Buona lettura.

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