Cavallo Rosso
Youcanprint · 2019
Descrizione
La notte, insonne per problemi digestivi, ripensavo ai nonni e alle vicende della loro vita.
Ricordai la Grande Guerra, vissuta dal nonno combattendo sul Carso, li anni del ventennio e quelli dell’ultimo conflitto, con le incursioni nella loro casa, le ruberie da parte dei tedeschi e il rastrellamento, quando mio zio Renato fu fatto prigioniero. Poi la rinascita, il lavoro di papà che con entusiasmo e capacità era riuscito a costruire qualcosa. Anni belli e felici per la mia famiglia, che per forza dovevano avere una fine e arrivare a un nuovo periodo difficile.
Un pensiero, all’improvviso, mi attraversa la mente. Ci navigo, sogno, immagino. La pancia mi fa male; cosa ho mangiato ieri sera? Mi torna in mente nonna Maria, quando andavo da lei a pranzo.
“Fabio, ti ho preparato il coniglio fritto, ti piace tanto”.
Possibile che lei non ricordi mai che a me il coniglio piace, ma non fritto! Che ti è venuto in mente nonna, non è vero.
Nella notte Giulia si svegliò e mi sentì agitato: me ne chiese la ragione e stavo per dirle cosa avevo pensato, poi decisi che prima avevo bisogno di riflettere un po’ con calma.
“Niente Giulia, ho esagerato ieri sera e ora ne pago le conseguenze”.
“Vuoi sempre fare come ti piace, ma stai attento agli stravizi, hai una certa età” e si rigirò nel letto.
Ricordai la Grande Guerra, vissuta dal nonno combattendo sul Carso, li anni del ventennio e quelli dell’ultimo conflitto, con le incursioni nella loro casa, le ruberie da parte dei tedeschi e il rastrellamento, quando mio zio Renato fu fatto prigioniero. Poi la rinascita, il lavoro di papà che con entusiasmo e capacità era riuscito a costruire qualcosa. Anni belli e felici per la mia famiglia, che per forza dovevano avere una fine e arrivare a un nuovo periodo difficile.
Un pensiero, all’improvviso, mi attraversa la mente. Ci navigo, sogno, immagino. La pancia mi fa male; cosa ho mangiato ieri sera? Mi torna in mente nonna Maria, quando andavo da lei a pranzo.
“Fabio, ti ho preparato il coniglio fritto, ti piace tanto”.
Possibile che lei non ricordi mai che a me il coniglio piace, ma non fritto! Che ti è venuto in mente nonna, non è vero.
Nella notte Giulia si svegliò e mi sentì agitato: me ne chiese la ragione e stavo per dirle cosa avevo pensato, poi decisi che prima avevo bisogno di riflettere un po’ con calma.
“Niente Giulia, ho esagerato ieri sera e ora ne pago le conseguenze”.
“Vuoi sempre fare come ti piace, ma stai attento agli stravizi, hai una certa età” e si rigirò nel letto.
Informazioni editoriali
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